NOTICES Artprice/Amma

Nuovo rapporto 2016 sul mercato delle aste mondiali (inserito il 23 febbraio 2017)

E’ appena uscito di recente il nuovo rapporto annuale 2016 Artprice sul mercato del contemporaneo. In sostanza cosa dice il Rapporto 2016? Il giro d’affari di opere vendute nel mondo nel 2016 si aggira introno ai 1.5 miliardi di dollari USA, cifra incredibile se si considera la crisi che ci attanaglia dal 2007. Sono in crescita le vendite di opere di artisti emergenti (non storicizzati) e la cosa ci fa comprendere che le Case d’Aste si stanno attivando per prendere in considerazione anche l’arte contemporanea di fascia media. ben 360.000.000 milioni di dollari destinati ad artisti emergenti. Una ripresa del 15% sul 2015. Oltre 60.000 lotti di opere contemporanee sono state battute in asta nel 2016. Il taso di invenduto ( non aggiudicato) si attesta intorno al 30%. Trattasi di dati ufficiali e relativi solo a vendite avvenute alla luce del sole attraverso le Aste. Il sommerso e le vendite private non sono contemplate ovviamente. Dunque bel il 12% delle vendite mondiali riguarda il contemporaneo ma la cosa più esaltante è che acquistare contemporaneo come bene rifugio porta ad un tasso di rendita del 4,9%….un tasso che neppure BOT, CCT o diamanti o oro possono mai garantire.
Ma in quale parte del mondo si vende di più contemporaneo? Cina, Usa,Regno Unito sono in cima alla lista. New York è la città dove avvengono le maggiori vendite con una percentuale del 95% sui 582 milioni di dollari spesi nel 2016. Dunque l’Eldorado delle vendite è diventata NY, a seguire Londra, Pechino, Hong Kong e il continente australiano. Fanalino di coda sono gli Emirati Arabi Uniti, per cui Dubai non è più il fiorente mercato che ancora qualcuno va spingendo. L’Occidente dunque è in ripresa e non ci tradisce mai.

Rapporto andamento mercato aste del 2014/5( inserito gennaio 2017)

Dalla sinergia tra Arprice ed Amma, due realtà per i collezionisti occidentali ed orientali nasce una sinergia con lo scopo di divulgare informazioni agli attori del mercato dell’arte. Nell’arco di un decennio il mercato dell’arte è cresciuto del 300%, una crescita annua tra il 25 ed il 26%. Ci sono state in tutto il mondo ben 505.000 aggiudicazioni attraverso le Case d’Asta, con un fatturato storico di 15,2 miliardi di dollari. La Cina si impone come primo mercato, seguito da Stati Uniti e Regno Unito. In Italia il fatturato è stato( nel 2014/5) dello 0,8% sul totale dichiarato. In Francia del 3,3%, in Germania del 1,4%. Ovviamente l’incremento registrato è il frutto del prepotente ingresso nel mercato della Cina (2 gennaio 2017)
Un’attenta analisi la merita il collezionista moderno. Ultracinquantenne che ama acquistare arte attraverso Internet e partecipanti alle aste on line organizzate dalle Case d’Asta. Si tratta di persone con notevole potere d’acquisto, di solito intenditori d’arte. Di solito imprenditori, commercianti e dirigenti. Ovviamente cresce a dismisura il mercato dei collezionisti cinesi che insieme ai russi ed agli americani sono coloro che si muovono con maggiore assiduità. Sommando tutti gli acquisti fatti in asta negli ultimi anni la provenienza dei collezionisti è incredibile: da oltre 200 nazioni coinvolte.
Oggi assistiamo ad un altro fenomeno in crescita: il turismo museale, una vera e propria industria capace di attirare turisti e visitatori. Di regola un Museo per essere chiamato tale deve possedere un magazzino di almeno 3000/4000 opere di qualità (dati Artprice 2014)
New York in questi anni ha ottenuto il predominio assoluto in termini di vendite sia di sculture che di dipinti. In Occidente gli USA sono i padroni assoluti. Il loro è il mercato più importante, seguito dal Regno Unito. Ben 125 opere sono state vendute ad un prezzo superiore ai 10 milioni di dollari (2014). Tuttavia il mercato americano è un mercato piuttosto chiuso, nel senso che le vendite maggiori si effettuano con artisti statunitensi. Non è facile per artisti contemporanei europei sfondare negli USA. In Oriente la parte del leone invece spetta alla Cina, con un 97% sul totale delle vendite effettuate in tutto il mondo asiatico. La Cina è come New York, il centro del mondo per quanto riguarda le vendite in asta. Le opere presentate in asta in Oriente ad un prezzo maggiore di un milione di dollari sono state il 24% del totale delle vendite effettuate in quella zona del mondo ma solo una piccola percentuale ha avuto aggiudicazioni. Dividendo le vendite cinesi (2014) il 28% è detenuto dalla vendita di opere tra i 5.000 ed i 20.000 dollari ma il dato più significativo è l’aumento del 20% dei collezionisti d’arte. Opere comprese tra i 5.000 ed i 20.000 dollari possono tranquillamente collocare gli artisti nell’olimpo degli emergenti con un interessante futuro di crescita professionale. Attestarsi oltre i 5.000 dollari è un risultato prestigiosissimo.
Ma a noi interessa il mercato europeo in particolare. Analizziamolo insieme. Partiamo dal presupposto che oggi in Europa non è facile vendere opere e capolavori antichi perchè grande parte di essi si trova custodita nei musei e il collezionista che li possiede difficilmente se ne sbarazza, la tendenza è quella di prolungarne il possesso. L’arte contemporanea che è il segmento più aggressivo e mediatizzato rappresenta il 13% del mercato, con vendite in asta che hanno toccato i 1,2 miliardi di dollari, con crescita di un miliardo in 10 anni. In Europa la pittura si conferma il mezzo espressivo preferito dai collezionisti, seguita dal disegno e dalla scultura. Per cui a parte i soliti noti famosi direi che c’è spazio per tutti. 144.000 lotti venduti nel 2014, con una crescita del 20% sull’anno precedente.

Il mercato e le Case d’Asta: perchè farsi certificare il prezzo facendosi quotare da una Casa d’asta? (inserito a ottobre 2016)

Nel Rinascimento erano i Mecenati come Lorenzo Il Magnifico o La Chiesa Cattolica a proteggere e fare avanzare l’arte del tempo ed il suo sviluppo. Poi, nei primi anni del secolo scorso, sono nate le gallerie private con lo scopo di presentare al pubblico ed ai collezionisti gli artisti emergenti con un futuro luminoso. Tuttavia è accaduto, specialmente alla fine degli anni Settanta, che molti galleristi si sono dimostrati incapaci di valorizzare gli artisti, di effettuare scelte, cercando di scremare un ambiente che è stato da sempre molto contaminato. Sono stati venduti ed eccessivamente valorizzati artisti che nella realtà si sono dimostrati non all’altezza delle tante parole pronunciate in loro favore. Questo ha generato una certa diffidenza da parte dei veri collezionisti, coloro che acquistano con lo scopo di fare un affare e di poter guadagnare, negli anni, sull’opera acquistata. Galleristi senza scrupoli hanno “pompato” letteralmente artisti che non ne avevano le qualità finendo per creare un clima di sospetto. Motivo per cui, oggi, gran parte delle gallerie privaste hanno chiuso, hanno perso la loro credibilità, si sono unicamente dedicate al ruolo di “affitta-camere” fregandosene del Cv dell’artista.
Il collezionista ha deciso di tutelarsi, di difendere le proprie scelte ed acquisti ricorrendo all’utilizzo delle Case d’Asta. Oggi il mercato del contemporaneo chiede questo: per essere credibile l’artista deve necessariamente passare attraverso la certificazione delle Case d’Asta.
asta-martello-imagoeconomica-324A dirla tutta esiste un’altra possibilità: ovvero la certificazione attraverso i periti dei Tribunali di ogni opera prodotta. Però questa soluzione diventa improponibile economicamente per un artista che dovrebbe far periziare ogni opera che produce e crea.
Se domani il mercato chiederà altre soluzioni noi di Eureka saremo pronti a cavalcarle, farle proprie e metabolizzarle per i nostri obiettivi.
Il passaggio in asta oltre che certificare una quotazione, permette all’artista di uscire dall’anonimato, di essere delocalizzato e visto in ogni parte del mondo. Questo accade perchè ogni Casa d’Aste comunica i risultati d’asta ai motori di ricerca internazionali come Artprice ed Arcadja.
Essere su Artprice è oggi sinonimo di garanzia, di acquisto sicuro, di quotazione certa e legale.

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