I PAESAGGISTI

Con il 2017 l’Associazione Eureka eventi ha deciso di dare spazio anche agli artisti figurativi, creando un nuovo gruppo di bravi paesaggisti la maggior parte dei quali proveniente dalla “Nuova Scuola ternana del paesaggio” .  Non solo artisti ternani ed umbri in questo nuovo gruppo creato ad inizio 2017.

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Dipinto di Corot

La storia dell’arte ci ha da sempre insegnato che esistono due categorie di artisti: quelli che innovano e quelli che riproducono. I paesaggisti appartengono a questa seconda categoria di pittori, ossia quelli che che riproducono o reinterpretano la realtà, la natura e l’ambiente che ci circonda. Il Italia due grandi pittori del passato hanno avuto il merito di introdurre il paesaggio come elemento pittorico/decorativo e sono: Annibale Carracci ed il Giorgione. Il dipinto che ha sancito il definitivo sdoganamento del paesaggio è sicuramente e senza lacuna ombra di smentita l’opera “Fuga in Egitto” (di Annibale Carracci). Con lui il paesaggio diventa elemento fondamentale del dipinto. In Fuga in Egitto la Sacra Famiglia, pur nella loro sacralità, diventa un elemento secondario rispetto al maestoso ed imponente paesaggio che invade l’intero dipinto.

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“Fuga in Egitto”di Annibale Carracci

Ma la storia del paesaggio ha un’antica tradizione. Già in età bizantina si era soliti dipingere paesaggi ((quasi sempre scarni e rocciosi), poi il salto di qualità è arrivato con i pittori fiamminghi che curavano i paesaggi nei minimi dettagli. La commistione tra le varie scuole europee, soprattutto quella fiamminga e danubiana, hanno portato anche in Italia il paesaggio.

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Dipinto di età bizantina

Da noi in Italia Leonardo da Vinci ( basti pensare agli gli sfondi delle sue Madonne e/o Monne) e soprattutto il Giorgione, i cui dipinti creano una potente alchimia tra visibile ed invisibile, cieli plumbei carichi di pathos e di tragedia perenne. Con loro il paesaggio è divenuto importante, decorativo: poetica  e geografia dello sguardo.

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Dipinto del Giorgione

In Italia anche l’antica Scuola del Paesaggio di Posillipo, fondata nell’ 800 dal fiammingo Pitloo. Una scuola che ha sfornato nomi illustri come Giacinto Gigante, Vincenzo Franceschini e tantissimi altri bravi artisti. I paesaggisti napoletani inizialmente riproducevano i paesaggi intorno alla città partenopea. Poi rendendosi conto che gli inglesi amavano e pagavano bene per avere le loro opere hanno deciso di compiere una svolta decisiva ai loro paesaggi, progredendo e perfezionandosi maggiormente (dal testo di Pasquale Villari)

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La scuola di Posillipo

Dunque ricapitolando sono due i secoli fondamentali per la consacrazione definitiva del paesaggio come elemento decorativo in pittura: il Rinascimento italiano e L’Ottocento francese (con gli Impressionisti). L’Ottocento francese determinò una spaccatura con il passato, una rivoluzione di tecnica più che di contenuti. Ma torniamo al paesaggio ed ai suoi artisti. Un bravo paesaggista è quello che tuttavia personalizza la sua riproduzione trasformando il dipinto da semplice cartolina in qualcosa di nuovo, di diverso. Di solito i paesaggi trasmettono pace, equilibrio e serenità nelle persone che li ammirano. Ed infatti è proprio questo il senso del gruppo che nel 2017 stiamo creando: un gruppo di artisti che rappresenti quella fascia di pubblico e di clientela che ama gli equilibri, la tranquillità di un borgo o di un paesaggio della nostra bella Italia.

Ma per noi di Eureka Eventi paesaggio non è solo quello rurale, è anche paesaggio urbano, industriale. Per noi paesaggio è quell’orizzonte, vedo non vedo, che rende un dipinto suggestivo ed unico. Partiremo con la nostra vetrina parlando del gruppo  dei paesaggisti che attualmente sono in tutto 16.

Presentazione artisti:

Franco Tomassoli è il primo artista che vogliamo presentare. I suoi dipinti sono delle vere e proprie cartoline fatte con precisione certosina, quasi maniacale.

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Franco Tomassoli




Passiamo ad Anna Rita Rossetti anche lei esponente di spicco della scuola ternana del paesaggio. I suoi dipinti trasmettono un senso  di precisione assoluta, come se la natura e l’uomo abbiano stretto un patto di tacita armonia.

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Anna Rita Rosetti

Altri esponenti di spicco della scuola ternana sono Cecilia Mecucci, Orietta Tartari e Loredana Cocchi. Le tre artiste umbre utilizzano sapientemente i colori per suscitare emozioni. Giocano con le varie tonalità, giochi di luci ed ombre.

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Cecilia Mecucci

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Orietta Tartari

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Loredana Cocchi

Che dire di queste artiste? Possiedono una sensibilità che raramente si incontra visitando mostre in giro per l’Italia. E tra loro spicca e merita una vetrina a parte la brava Graziella Crudelini. Incantevoli i suoi borghi quasi spesso circondati dalla nebbia, dalla foschia. Opere che trasmettono serenità e pace interiore.

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Graziella Crudelini
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Graziella Crudelini

Proviene dalla stessa scuola anche Bruna Cordiani che si discosta dalle colleghe per i suoi paesaggi ed orizzonti rarefatti, quel vedo e non vedo di cui si parlava precedentemente

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Bruna Cordiani

Altro esponente umbro è il bravissimo Laris Conti. Lui è qualcosa di totalmente diverso rispetto ai colleghi. I suoi sono paesaggi industriali resi affascinati e delicati dall’uso straordinario che l’artista fa dei colori. Colori accesi che rendono tutto come un insieme armonico. Laris Conti si avvicina molto alla Pop Art  ma applicata ai paesaggi freddi e metallici delle fabbriche che circondano la valle ternana. Ricordiamoci che Terni è la città dell’acciaio ed inevitabilmente l’artista ne ha subito il fascino.

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Fuori dal discorso umbro/ternano desideriamo presentare alcuni nostri bravi artisti: Concetta Resta, tarantina ma romana d’adozione.

 

Questi sono i paesaggisti che ci piacciono. Un tripudio di colori, ombre e luci sempre in armonia. Ambienti rarefatti, definiti in modo certosino e preciso. Cieli plumbei e panorami malinconici. Ricerca dei dettagli che fanno la differenza rispetto ad altri dipinti dello stesso genere. Loro sono i nostri paesaggisti.

Sempre da Roma il maestro di spatola Mario Salvo. L’artista romano possiede un cv di tutto rispetto. Alcune sue opere fanno parte di collezioni museali internazionali. Ad esempio Salvo fa parte del Metaformismo di Giulia Sillato. Lui è Maestro di spatola e con la spatola ed il colore ci fa quello vuole.

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Da ricordare anche il toscano Domenico Asmone. Paesaggi rarefatti, un dipingere di altri tempi che ricorda in parte i Macchiaioli fiorentini ma con tonalità e colori decisamente diversi. Il suo stile sembra quasi acquarello.

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Domenico Asmone

Chiudiamo questa nostra presentazione con un’altra artista ternana: Verbena Dominici, in arte Verbena. Di lei si deve aggiungere, oltre alla bravura, che ogni suo dipinto è una poesia, delicata e che va sfogliata come i libri che in ogni suo dipinto l’artista colloca. Un suo segno distintivo che la fa riconoscere immediatamente e facilmente. Artista sensibile la cui sensibilità traspare delicatamente in ogni sua opera.

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Verbena

Terminiamo, per ora, questo nostra presentazione con Giulietta Bolli, anche lei artista umbra, di Terni, città in cui vive e lavora. La Bolli  lavora dipingendo su carta ( testo critico da perfezionare)

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Altro nuovo entrato nel gruppo per il 2017 è Salvatore Petrucino. I suoi paesaggi ricordano quelli del bravissimo pittore avellinese Ettore De Conciliis.

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Nuovo entrato nel gruppo l’artista umbro, di Assisi, Armando Tordoni (testo critico da inserire)

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Tra i nuovi paesaggisti del 2017 anche il siciliano Salvo Coglitori (testo critico da inserire)

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Entrano da settembre 2017: Teresa Chiaraluce (perugia), Ennio Scorsoni ( terni ) giuliano mazzitelli  (terni), giulietta bolli (terni) Giorgio Lambertucci (terni)

Aggiornato al 18 ottobre 2017

 

 

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